E’ fredda fuori l’aria Piccole gocce di pioggia Un principio di tristezza Il mondo corre Ai margini della strada T’avevo quasi dimenticata Bella signora Tra luna e stelle e amori e cuori e rovi e fiori Sentieri e spiagge Avevo quasi dimenticato la tua superba regalità I tuoi occhi vuoti Il tuo lungo manto nero Il tuo sorriso di ghiaccio Che stupida distrazione Oggi ti ho rivisto Come albero spettrale Al principiare di quest’autunno così atteso Perdonami Mi ero illuso di poter dimenticare la tua serena brutalità Saranno state le sensuali carezze del vento caldo di un’estate che non voleva finire E proprio sul finire I suoi occhi dolci di gazzella e la sua bocca su cui morivano sorrisi O forse le sue parole disordinate o la sua malinconia Noi umani, cara sorella, ci ammaliamo a volte di quella strana malattia che chiamiamo amore Perdonami So che sono tuo e che non potrò fare a meno di te Aspetto Che tu stessa mi dia la mano Ma non pensare che io t’ami Non posso più amarti Cara sorella Ti seguirò senza fare storie Ma negli occhi avrò i suoi occhi Che hanno perforato i miei lasciandomi disperato E nella bocca le sue parole tristi E nelle mani il suo odore di terra E nelle orecchie il suo canto distratto E nella mia anima il suo sorriso di vento
