(a questo tempo nuovo e a quello andato)
Che tempo piccolo e stupido che aurora misera c’è toccata dopo il grandioso e tragico crepuscolo di fuoco e fiori C’erano sogni e sangue e amore e morte e dolore e sapori e infinito pareva l’animo più grande del cielo e delle sue stelle e tenera la tua mano nella mia Adesso giro per le strade ma la morte ha uno sguardo spento e occhi meccanici e l’amore i tratti della pubblicità e il sangue è sbiadito come sbiadite sono le belle bandiere e il pane non sa più di terra e soffro poco sempre imbottito di anestesie artificiali e non sogno più e non sogno più Che tempo piccolo e stupido che c'è toccato o forse o forse sono solo vecchio
