i tuoi occhi come specchi di notte i tuoi seni come colline e poi vallate e caverne in cui avido respiro il tuo sapore dolce volo d'aliante silenzioso lento contemplare fremiti di vento al passare lieve di carezze poi i tuoi capelli con i miei e le mani tutto s'intreccia ed esplode e non c'è più tregua turbinio ritmo caldo come d'estate dolce violento temporale spuma d'onde che si infrangono sempre più rapide sulla spiaggia del tuo paradiso sempre più forti senza più riposo conduci tu la danza senza più riposo urlo più forte del vento al supremo furioso inondare del mare tutto il mondo sembra nuovo da lasciarsi andare restare così immobili poi lentamente specchiarsi nei tuoi frammenti di notte sentire ancora e di nuovo scivolare colline e vallate E così restare vicini in attesa fremente d’un altro temporale
