Sei distesa come prateria

i tuoi occhi 
come specchi di notte 
i tuoi seni 
come colline

e poi 
vallate
e caverne 
in cui avido 
respiro il tuo sapore dolce 
volo d'aliante
silenzioso

lento contemplare 
fremiti di vento 
al passare lieve di carezze

poi 
i tuoi capelli con i miei 
e le mani

tutto s'intreccia
ed esplode 
e non c'è più tregua 
turbinio

ritmo
caldo 
come d'estate 
dolce 
violento
temporale

spuma d'onde
che si infrangono 
sempre più rapide 
sulla spiaggia del tuo paradiso 
sempre più forti 
senza più riposo 
conduci tu la danza 

senza
più 
riposo

urlo più forte del vento

al supremo furioso inondare 
del mare 
tutto il mondo 
sembra nuovo

da lasciarsi andare 
restare così immobili

poi lentamente
specchiarsi 
nei tuoi frammenti di notte 
sentire ancora
e di nuovo 
scivolare
colline e vallate

E così 
restare vicini

in attesa 
fremente

d’un altro temporale