Vecchio

(a questo tempo nuovo e a quello andato) 

Che tempo piccolo e stupido
che aurora misera c’è toccata
dopo il grandioso e tragico crepuscolo 
di fuoco e fiori 

C’erano sogni e sangue 
e amore e morte e dolore 
e sapori e infinito pareva
l’animo
più grande del cielo 
e delle sue stelle
e tenera la tua mano nella mia 

Adesso giro per le strade
ma la morte ha uno sguardo spento 
e occhi meccanici 
e l’amore i tratti della pubblicità 
e il sangue è sbiadito 
come sbiadite sono le belle bandiere 
e il pane non sa più di terra
e soffro poco 
sempre imbottito 
di anestesie artificiali

e non sogno più
e non sogno più 

Che tempo piccolo e stupido che c'è toccato 
o forse
o forse
sono solo vecchio