Di foglie d’uva e di riso

(canto per la Palestina) 
Terra di sabbia e di vento 
Come libertà t’ho amata 
Sventolavo il tuo profumo 
Tra le belle bandiere 
In faccia ai prepotenti 
Sogno tra i sogni

Tutto era nuovo per me 
E brivido di pelle 
Tutto sembrava possibile 
Fosti da sempre crogiuolo di fedi e d’idee Aperta e gentile terra d’incontro

E lì giunsero come d’antico sogno 

Poi
Le vittime si fecero carnefici

Volarono per sei giorni e sei notti
Gli angeli della morte
A disegnare un largo fiume di sangue 
Tra le alture e il deserto e il mare 

Parole già usate usarono
Per dire di destini ancestrali
E spazi vitali

Sguainarono stelle e purezze
E cattiva fede
E sorrisi d’acciaio
Di ruspe che abbattono case
Di gas nervini
E piombo e di fame e di sete 

Già pria lasciavan le terre
Cullati da carri
Quei riccioli di dolore e quei neri occhi 
A cercar campi

Ed era ferro e sabbia e fumo 
E fuoco e lacrime
Di rabbia e di paura
Di occhi e di pugni
E sassi lanciati verso il cielo 

Ma il mondo era nuovo
Di vento e tempesta
La notte era dolce di parole
Il giorno lento di piazze
Di gioia e di rivoluzione

Dalle mie partiIl sogno sembrava a portata di mano 

S’intrecciava come i rami dei tuoi ulivi 
La tua libertà e la nostra liberazione 

Poi il vento chetò la sua furia
E la storia riprese la sua strada
I sogni tornarono a dormire
Dalle mie parti
La notte perse la voce

E i passi di giorno divennero solitari 
Volli guardare
E ti vidi distesa d’insulti e di ferite 
Livida di sangue rappreso 

E così passò
Dentro questo tempo grande 
Anche il mio piccolo tempo 

Adesso
Tra quattro mura d’abitudini 
Solo
Tengo la contabilità
Dei risvegli amari
E delle perdute speranze 

Eppure so che non è finita 
Perché non finisce la storia
E d’un tratto d’improvvisa furia 
Riprende il cammino e splende 
Come promessa di primavera 

Allora il mio cuore sarà colmo di gioia 
E anche dalle mie parti
Saranno di nuovo aperti
Gli occhi sul sogno 

Intreccerò fiori nei cimiteri 
Dei tuoi eroi senza nome 
Che non s’arresero al sonno 

E ti vedrò libera d’amore 
E piangerò lacrime di ragazzo 

E mi siederò finalmente 
Stanco e felice
Alla tua tavola imbandita 
Di foglie d’uva e di riso