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Ritorno

Tra torri di pietra e carie di monti  
E sassi e strade e pezzi di vita    
Morto di memorie e stanchi racconti  
L’incrocio sta all’erba rapita              

Distesa resti, livida e offesa     
di pietre strane e veleni e fossi     
rotte parole e ricordi rimossi          
di cortili perduti, d’antica chiesa    

Il suono che senti di vecchia campana
Non è di festa
E dentro resta
D’un maledetto amore la commozione vana

Pur se i rintocchi chiaman sorrisi
Passi per strada, non riconosci visi
Di quella terra, di solitario bambino
Di scuole e d’amori d’un giovane chino

Lì!, in quelle pietre sta la tua vita
Che s’è conclusa giovane e forte
E come succede ad ogni vita
Continua di ricordi fino alla morte

Mia terra solitaria, eterno grembo
Son fuggito lontano eppure torno
E d’un sogno antico e d’un lembo
Di mura perdute qui mi contorno

Semplice e banale è amar bellezza
Che discende d’ordine e simmetrie
Più vero sentirla a pelle, di brezza
Che corre tra le contorte e ferite vie

E tra ricordi, dolori e amori
incontri fantasmi e belle bandiere
alle ringhiere di vento e colori
ti restano dolci lacrime da bere

Lieve è la sete e la forza ritorna
Riprende piano la gioia e la danza
Sei vecchio eppur nuova voglia t’adorna
Del presente puoi vincer l’arroganza

Lontano 
la mano s’alza
del tuo primo antico amore
a salutare

Si può provare
Si può restare