(venticinque novembre duemiladodici)
Di nera lava le lastre di pietra della grande piazza E quei gradini e i puntali e l’obelisco Grigio anche il cielo Che cadeva di lacrime di pioggia Allora ti vedevo da lontano Tutto prendeva colore E m’intimidivano i tuoi occhi e il tuo naso dritto a sfidar la vita E il tuo passo Poi cadde il vento di fiori e di sorrisi Cercai invano primavera Non ebbi fortuna E così, dolce rosa di rovo, coprii il mio cuore Di ruvida e calda coperta di lana E mi addormentai Ma quando il tempo è venuto E la pioggia m’ha baciato Ho riaperto gli occhi E l’erba s’è messa a cantare D’un canto nuovo e d’una danza Di stelle e di vento Di mare e di luna Di mani intrecciate a cercare il tuo miele Di un ridere lento Di occhi Dei tuoi occhi ancora nei miei
