(quindici marzo millenovecentosettantacinque)
Diversa È la nuova terra Del turista e dell’emigrante Pieno di soste entusiasmanti Di partenze, viaggi, arrivi La prima E’ bagnata, la seconda Con il sangue ed il sudore Ai secondi Nessuno restituirà La primavera Vivere di sogni e di vino Quando nell’ora calda del giorno duro Ricordi le volte che finito il pranzo Andavi all’angolo del vico E guardavi il sole battere sui vetri Quasi un nodo ti sale alla gola Un nodo Che solo la rabbia può scogliere Ma è impotenza Quella che gorgoglia Nelle tue lacrime Non tornerai nella tua terra
