Nei sentieri scoscesi di montagna Sdrucciolevoli di sassi e di sudore Tra i rovi e le sterpaglie Nell’odore di gelsomino Nelle strade affollate di città Di solitudini e di vuoto Nelle crepe dei muri Tra le gemme improvvise di rampicanti Nelle spiagge deserte d’inverno Nelle scaglie di sole sull’asfalto bagnato di pioggia Nella brezza di mare Negli occhi incrociati Come porte da aprire Nei libri che non ho letto E in quelli che ho letto mille volte E in quelli che leggerei E nel passo lento ad accarezzare Orizzonti lontani Ti ho cercata Pensavo non ci fossi Che non t’avrei mai trovata E mi ero arreso all’evidenza E mi bastava Quell’evidenza Per arrendermi dolcemente Fingevo di continuare a cercarti Ed ero sereno Sapevo cosa fare Poi ti ho incontrata Ma tu non pensare che sia stato un caso Perché tu lo sai Le coincidenze Non esistono Adesso che so che ci sei Adesso ho capito perché si accendono le stelle E la notte è così bella E i fiori profumano E dall’alba le api ronzano E il miele è così dolce Adesso che so che si sei Adesso mi scappa un sorriso per tutti e torna sempre indietro E il sole dell’alba accarezza il profilo dei palazzi E lontano il mare canta la sua canzone E le auto danzano allegre su questa strada Tu Occhi profondi di notturne stelle E denti affilati e bianche perle Pensieri che profumano di pioggia d’autunno Sogni che abbracciano il mondo E una tristezza che si apre Come porta sbattuta Dal vento del tuo sorriso Tu Isola distesa Fruscii d’erba Sospiri di vento Baratro di sguardi Aspro odore di terra Fiore di rovo selvaggio Tu Dolce rugiada di freschi mattini Da saggiare con la lingua Da asciugare con il palmo della mano Da seguire con le dita negli anfratti oscuri Dove si perdono le parole E il senso E resta il piacere senza giudizio Senza ragione Immenso Adesso che so che ci sei E il mondo ha una sua giustificazione Adesso Non so più che fare
